Laguna di comacchio 2
Il cavaliere stremato | Restaurants

La capanna di Eraclio

January 17, 2018

Quella parte della costa Adriatica che va dalle Saline di Cervia alla laguna di Venezia è forse la più affascinante di tutta la pianura padana.


Località per le Venezie, 44021 Codigoro FE
0533 712154
Giorno di chiusura variabile
Circa 80 € a testa (vino escluso)


Descrizione

La laguna di Comacchio e il delta del Po sono zone quasi disabitate, in cui si incontrano aironi bianchi, grigi, rosa ed altra avifauna, ma pochissimi esseri umani. E’ un mondo a parte, straordinariamente bello.

In tanta spettacolare desolazione si trova a Codigoro una speciale trattoria, situata quasi nel nulla, di straordinario fascino e di sapori eccezionali, rimasta come quando venne aperta nel 1922.

Siamo nel mezzo di antiche paludi bonificate, a livello del mare.

All’interno si vedono spesso tavole con cinque o sei uomini corpulenti, dal chiaro aspetto di buongustai, che si ritrovano a pranzo per il solo piacere di mangiare e bere. Tutti i piatti sarebbero da non perdere, e da assaggiare.

Tutti, proprio tutti. Io ho avuto la fortuna di mangiare il risotto all’ anguilla, il cefalo bosega (razza che raggiunge i due chili di peso), il capitone “arrost in umad” (arrostito leggermente su braci quasi spente e finito di cuocere in forno), lo zabaione (un sogno!!), le schille fritte (gamberetti minuscoli).

Purtroppo non era stagione di caccia e quindi non ho potuto assaggiare il risotto con la folaga, le pappardelle con alzavola e fischione, il germano reale al vino, e via di questo passo.

La trattoria vale un viaggio da qualunque parte dell’ Italia si provenga.

L’unica cosa che non si può definire eccelsa è il vino locale: un bianco che nasce da vigne piantate sulla sabbia, con le radici in acqua di mare. Ma la trattoria ha un’ ampia cantina di vini veneti eccellenti.

Memore delle promesse dello Chef, sono tornato in stagione di caccia. E sono stato premiato: dopo il mise en bouche dei gamberetti fritti sulla polenta bianca (deliziosi) abbiamo assaggiato l’ insalata di fagianella; per la prima ho apprezzato il vero sapore di questo volatile.

Anche il foie gras “home made” è stato apprezzatissimo. Ma il piatto che mi ha visto commuovere è stato il germano di caccia (con i pallini) in salmì. Il salmì è una cottura molto difficile, questo è stato speciale: sugo, consistenza e sapore del germano perfetti. Il capitone con la doppia cottura “arrost in umad” particolare, morbido, grasso, saporito. Il dolce di cioccolata leggerissimo, saporitissimo, accompagnato dallo zabaione di cui mi ricordavo dalla volta precedente.

Ho voluto provare il vino rosso “Fortana“, veniva prodotto dai monaci dell’ Abbazia di Pomposa dal IX secolo in poi. Anni fa le stesse vigne sono state acquistate da un privato che ne continua la produzione con gli stessi sistemi, vitigno autoctono che non è stato innestato al piede americano, leggero, appena frizzante, piacevolissimo, forse leggermente acido, ma è caratteristica dei vini di queste terre sabbiose e salmastre.

Un’ esperienza unica. Provare per credere!

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