Villa artimino dai cento comiglioli Ferdinanda Delfina
Il cavaliere stremato | Restaurants

La Delfina in Artimino

April 7, 2016

When you go to eat at Delfina’s, you feel like an Etruscan. The beautiful farmhouse where the restaurant is located, is almost leaning against the walls of the Etruscan (the medieval) town, Artimino.

Eating on the terrace while admiring the Villa Medici by Buontalenti “of the hundred chimneys”, surrounded by the most beautiful landscapes of Tuscany, is already worth the journey to find this hidden town.

The view from la Delfina over the tuscan hills

The view from la Delfina over the tuscan hills and the Villa Medici of Artimino.

When they start the meal, enjoyment soars.

Carlo, the owner says ‘here, we are not cooking. Here we prepare food!”.

Roe in Gan, in italian, capriolo in galantina

Roe in Gan, in italian, capriolo in galantina.

Pappardelle with deer

Pappardelle with deer.

According to local traditions, to prepare food means “to know how” to cook, the old way. He calls himself “a peasant grafted into a man”.

The restaurant was started about 80 years ago with Carlo’s mother, Delfina, who continued to work there until she was 100 years old, then she finally decided to retire.

She was the wife of the gatekeeper of the Villa Medici, and she was very familiar with game.

Mixed game

Mixed game.

This “wisdom” was passed to Carlo. Carlo is a traditional owner (he doesn’t like to be called Chef), and is assisted by his wife Franca.

The kitchen is in “bellavista” with a large hell-hot rotisserie, even in August. A group of cooks are constantly preparing food on it all the time. One of them is Carlo’s grandson.

The kitchen of la Delfina

The menu changes with the seasons. Wild game often present, when the hunter, a friend of Carlo, brings him, fallow deer, pigeons, used to make a wonderful risotto, wild skylarks, wild boar, snipe, and another dishes, according to the traditional and local recipes.

Carlo makes a special game broth.

woodcocks soup

A woodcocks soup, with white truffle. A very special dish, delicate and strong at the same time.

When available, do not miss the “picce”, Carlo’s dried figs opened, and with a nut inside:  dried figs from Artimino are renowned throughout Italy.

Artimino and Carmignano are near land of special wines. It’s not surprisingly, that the poet Francesco Berni in the ‘600 wrote in his Bacchus in Tuscany:

That, yes Puretto / harvested in Artimino / I’m going to sink over a barrel

One of my favorites, is the Barco Reale di Capezzana, farm Contini Bonacossi. It’s a blend of Sangiovese and Cabernet Sauvignon, with a quote from the Chianti Classico: Canaiolo.

Barco Reale di Carmignano

It’s a lovely taste, and you’ll drink it with a great pleasure for its freshness combined with the roundness, as well as for its fruity scents and aroma, mixed with the scents of the Mediterranean. It’s a great pair to meat and game, but it also pairs really well with some first course (e.g. pasta).

The great Castagnaccio of la Delfina

The great Castagnaccio of la Delfina.

Angela Christina and Francesco

Angela Christina and Francesco at La Delfina

 

The original text, from the Exhausted Knight, in Italian:

Quando si va a mangiare dalla Delfina, si respira aria etrusca.

La bellissima casa colonica che ospita il ristorante è quasi appoggiata alle mura del borgo etrusco, poi medievale, di Artimino.

Mangiare in terrazza ammirando la Villa Medicea del Buontalenti “dei cento camini”, circondata da uno dei più bei panorami della Toscana, è già un godimento.

Quando iniziano le portate, il godimento sale vertiginosamente. Carlo, il proprietario dice “qui ‘un si cucina, qui si fa da mangiare!”. Nella tradizione di queste terre, infatti, far da mangiare vuol dire “saper” far da mangiare alla vecchia maniera.

Lui si definisce “contadino innestato a uomo” (paesant graft to a man). Il ristorante è iniziato circa 80 anni fa con la mamma di Carlo, la Delfina, che ha continuato a starci dentro fino a 100 anni, poi ha deciso di andare in pensione.

Era la moglie del guardiacaccia della tenuta della Villa Medicea, e di cacciagione se ne intendeva! Questa “sapienza” è passata a Carlo, tradizionale ed elegante proprietario (quando lo si chiama Chef sbuffa), coadiuvato dalla moglie Franca. La cucina è in bellavista con un grande girarrosto sempre infiammatissimo, anche d’ Agosto e con un gruppo di cuochi che da sempre gestiscono il “fare da mangiare”, uno dei quali è nipote di Carlo.

Il menù varia secondo le stagioni, spesso c’ è selvaggina di penna o di pelo, quando gli amici cacciatori gliela portano, daino (qui si chiama cervo), colombacci con cui viene fatto un meraviglioso risotto, lodole selvatiche, cinghiale, beccaccini, ed altro, insieme ad altre ricette della tradizione locale. Carlo fa anche un brodo di cacciagione speciale.

Tra i piatti, non manca mai il capretto arrosto. Da non perdere, in stagione, le “picce”, cioè i fichi secchi aperti con una noce dentro: i fichi secchi di Artimino sono rinomati in tutta Italia. Artimino e il vicino Carmignano sono terra di vini speciali, non a caso il poeta Francesco Berni nel ‘600 scrive nel suo Bacco in Toscana: Ma di quel, che sì puretto / Si vendemmia in Artimino / Vo’ trincarne più di un tino

Uno dei miei preferito è il Barco Reale della fattoria di Capezzana dei Contini Bonacossi, un mix di Sangiovese e Cabernet Sauvignon, con una citazione dal disciplinare del Chianti Classico: il Canaiolo.

Si lascia bere con piacere per la sua freschezza unita alla rotondità, oltre che per l’ aroma fruttato misto ai profumi della macchia mediterranea. E’ adatto alle carni e alla selvaggina, ma è perfetto anche sui primi.

hailed white wine

A special wine done by Carlo. He was forced to anticipate the harvest, because of massive hail. The result of this unexpected event, was awesome

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